Italia e Europa

L’Europa è il primo produttore mondiale di energia eolica e soddisfa circa il 2,4% del proprio fabbisogno di elettricità, ovvero i consumi di 35 milioni di cittadini.

Danimarca, Germania e Spagna sono i paesi leader nella produzione di energia eolica.
In alcune Regioni di tali Paesi la penetrazione dell’eolico ha conquistato valori fino a pochi anni fa inimmaginabili; già al 31.12.2004, nello Schleswig tedesco e nella Navarra spagnola la penetrazione dell’eolico raggiungeva rispettivamente il 30% ed il 50% del fabbisogno complessivo della Regione.
La Danimarca, che già ad oggi soddisfa il 20% del proprio fabbisogno elettrico con impianti eolici, persegue l’ambizioso obiettivo di coprire con l’eolico, entro il 2030, ben il 40-50% dei propri consumi di energia.

Anche in Italia negli ultimi anni si è assistito ad un trend di crescita molto positivo, nonostante il brusco rallentamento registrato negli anni 2002 e 2003.

Allo scopo preciso di realizzare una politica di incentivazione e promozione dell’energia prodotta da fonti rinnovabili – e nel quadro degli impegni assunti a livello mondiale sul fronte climatico con il Protocollo di Kyoto del 11.12.1997 – la Comunità Europea ha provveduto a predisporre un quadro normativo di riferimento per gli Stati Membri, con il quale sono stati fissati gli “step” obbligatori di incremento nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

L’obiettivo assunto dall’Italia a livello mondiale e comunitario è di incrementare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili del 25% entro il 2010.

Il contributo dell’energia eolica in Italia sarà determinante per il raggiungimento degli impegni assunti con il Protocollo di Kyoto e degli obiettivi di diffusione delle fonti rinnovabili fissati dalla direttiva europea 77/CE/ 02, recepita nel nostro paese con il D.Lgs. n. 387/03.

Non bisogna dimenticare che l’Italia non solo importa circa il 20% dell’energia elettrica che consuma, ma anche la quasi totalità delle materie prime fossili utilizzate nella produzione interna di energia da fonti tradizionali.
La produzione del 5% del fabbisogno energetico nazionale con energia rinnovabile evita l’importazione di 4 milioni di tep pari a:

  • 40 superpetroliere ;
  • 28 milioni di barili;
  • 700 milioni di euro di passivo commericiale con l’estero;

Dunque, l’importanza del ricorso alle fonti rinnovabili – per loro natura inesauribili, pulite e presenti in larga misura nel nostro territorio nazionale – non attiene soltanto gli aspetti connessi alla riduzione, peraltro essenziale, degli agenti inquinanti, ma garantisce una indipendenza energetica, il cui raggiungimento permetterebbe al nostro paese di affrancarsi dalle sempre più frequenti crisi dovute alla scarsità delle risorse energetiche di cui ad oggi disponiamo.

I Paesaggi del vento rappresentano una opportunità per ridefinire e riequilibrare il fabbisogno energetico.